Mowgli: il libro della giungla
Autore: Rudyard Kipling
Adattamento teatrale: Alessandro Gatto
Anno di produzione: 2002
Regia: Alessandro Gatto
Protagonisti: Natascia Lauto, Alessandro Gatto
Costumi: Rita Della Monica
Arrangiamenti musicali : Claudia Ceglia
Coreografie: Sarah Lewis
Durata: 60 minuti
Attori in scena: 7
Personaggi: 13
Fascia d'età: 4-12 anni
Tipo di allestimento: teatro d’attore con canzoni originali dal vivo e coreografie
Trama dell'opera: Mowgli, cucciolo d’uomo abbandonato, viene allevato da un branco dilupi ed intorno a lui si svolge la vita della lussureggiante ed intricata foresta tropicale: la giungla. Col passare del tempo Mowgli riesce a portare la sua personalità di uomo in quella società di animali che lo aveva accolto. Alla fine l’acquisita coscienza di sé lo riporterà tra gli uomini dopo la triste scelta di allontanarsi da chi lo aveva cresciuto con tanto amore.
“Addio, Mowgli … amico di tutti gli animali della foresta!”

Note: Dopo il fortunato allestimento della Gabbianella di Sepùlveda, un’altra opera sul rispetto e la fraternità tra esseri diversi. Ne “Il libro della giungla” del premio nobel per la letteratura Rudyard Kipling, però, c’è un qualcosa di più deciso in questo messaggio: la storia di Mowgli rappresenta il predominio della ragione e del raziocinio sull’impulso esistenziale. Tutta l’opera si svolge tra la spensieratezza dei canti e dei balli degli animali, contornati dalle lotte che imperversano per conservare le gerarchie della giungla. Ma, in fondo, l’unica presenza continua è l’amore … tra Mowgli e i propri amici, “diversi” da lui in quanto animali, ma “diversi” anche tra loro perché di specie differenti. Il distacco finale di Mowgli per tornare alla civiltà dell’uomo, per lui sconosciuta, ma così stranamente irresistibile, non viene mai letto come un abbandono, bensì come un’inevitabile crescita del rapporto che lo legava alla giungla, il successo di quello stesso rapporto, che lo ha aiutato a crescere e a trovare coscienza di sé. Opera colma di allegria, manifesta appieno l’importanza del messaggio finale, la scelta insita dentro lo stesso Mowgli che lascia i suoi compagni non senza aver compiuto l’eroico gesto finale di aiutarli ad affrontare la perfida tigre Shere-Khan.
(Alessandro Gatto)
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