Un diamante in mezzo al cuore - Omaggio a Mia Martini
Autore: David Norisco
Direzione musicale: Marco Bucci
Anno di produzione: 2007
Regia: David Norisco
Voce solista: Natascia Lauto
Attrice: Maria Teresa Delogu
Musicisti: Marco Bucci (pianoforte), Nicolò Degl'Innocenti (violoncello), Riccardo Mariani (violino), Simone Ermini (clarinetto)
Le canzoni dello spettacolo : Piccolo uomo - Padre davvero - Minuetto - La costruzione di un amore - Notturno - La nevicata del '56 - Gli uomini non cambiano - Stelle - Donna - Almeno tu nell'universo - Mimì sarà - Somewhere (over the rainbow) - What a wonderful world
Durata: 100 minuti
Tipo di allestimento: Recital con canzoni dal vivo
Note: Uno sfogo, una confessione di un’Attrice che ci svela Mia Martini, mentre vengono riproposte da una Cantante e dai suoi musicisti le canzoni più belle o significative della carriera di questa interprete straordinaria, difficile, prematuramente scomparsa nel 1995 a soli 47 anni. Un filo che parla di infanzie assolate a Bagnara Calabra, di rapporti mai risolti con un clan familiare sempre in guerra, di un amore immenso, devastante e irripetibile per Ivano Fossati, mentre la musica rimane come suo unico punto fermo, un’ancora, una ragione di vita, una missione che la porta sempre a scontrarsi con le case discografiche (è la cantante italiana che ha cambiato più discografici), a pretendere la perfezione dai suoi musicisti, mai soddisfatta dei risultati, sempre sicura di far meglio nel futuro, sempre in cerca di canzoni con un costrutto lirico e musicale, non aiutata dai cantautori che molto spesso la deludono, passando le canzoni che le piacciono ad altre interpreti non certo alla sua altezza. In una lotta perenne con i soldi,una meteora in cerca di approdi che finisce in un paese anonimo dell’hinterland milanese, pur di stare vicino ad un padre recuperato nel tempo dopo anni di silenzio e incomprensioni e qui trovar la morte, in una forma incredibilmente ambigua, distesa su di un materasso a terra dato che la casa ancora non era stata arredata del tutto. Questa provvisorietà che l’ha contraddistinta in un susseguirsi di alti e bassi, inseguita da una calunnia terribile, messa al bando come jettatrice da un mondo meschino e invidioso, umiliata dagli scongiuri che quelli dell’ambiente facevano anche sotto i suoi occhi, confinata in un angolo senza riconoscerle quel valore straordinario di interprete unica e irripetibile. Poi la sua rinascita a San Remo nel 1989 con “Gli uomini non cambiano” una canzone scritta da Lauzi, quasi venti anni prima,nello stesso periodo in cui aveva scritto “Piccola donna” il primo grande successo conseguito con il nome di Mia Martini. Aveva invece esordito, appena quattordicenne con il nome di Mimì Bertè. Sempre indomita, in cerca di una perfezione che il mercato discografico non sapeva darle, intransigente e generosa come nella sua partecipazione al festival sanremese nel 1993, con una canzone non certo esaltante,accanto alla sorella Loredana, uscita a pezzi per la fine dell’amore con il tennista svedese Borg.

“Un diamante in mezzo al cuore” vuol essere uno spettacolo dove Mia Martini si dice e ci dice, tra una canzone e l’altra, la sua serrata visione del mondo, mentre perennemente galleggia in quell’immensa solitudine dove si è persa.
(David Norisco )
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