La regina della neve
Fiaba originale: Hans Christian Andersen
Anno di produzione: 2011
Adattamento e regia: Alessandro Gatto
Protagonisti: Sabrina Chiozzotto e Filippo Fossa
Costumi: Irma Gabbolini e gentile concessione della Comunità di Nomadelfia
Fascia di età: 4-12
Durata: 55 minuti
Tipo di allestimento: teatro d’attore, ombre, teatro su nero e videoproiezioni
Trama dell'opera: Sneedronningen (“La regina della neve”, 1844) è una delle fiabe più complete e complesse dello scrittore danese Hans Christian Andersen. I protagonisti della vicenda sono due bambini di umili origini e tra loro molto amici: Gerda e Kay. L'equilibrio tra i due si rompe quando Kay - il ragazzo - sfida la leggendaria Regina della Neve. Nel medesimo istante lo specchio malvagio accanto a loro, forgiato da uno spirito maligno per alterare la percezione del mondo, va in frantumi ed alcuni frammenti entrano nell'occhio e nel cuore di Kay che, da quel momento, diventa perfido e glaciale con tutti, persino con Gerda. La Regina della Neve, approfittando della debolezza del bimbo, ormai estraniato da tutto il mondo circostante, lo rapisce. Kay, incantato dall’intelligenza della Regina e sedotto dalla sua perfezione, diventa prigioniero del proprio cuore ormai freddo, finendo per innamorarsi della solitudine che lo distoglie dalla vita e dagli affetti. Ma Gerda non si dà per vinta: raccoglie le sue forze e comincia il suo viaggio attraverso terre a lei sconosciute per ritrovare e salvare l'amico perduto.

... il bacio era più freddo del ghiaccio, e gli andò direttamente al cuore... Gli sembrò di morire. Ma solo per un attimo, poi si sentì bene; e non notò più il freddo tutt’intorno ...

Note: Esiste oggi la Regina della Neve? Dove si nasconde? Qual è il suo regno? La televisione, i videogiochi, la pubblicità sempre più bombardante, i modelli estetici giovanili moderni? Qualunque sia la risposta, la certezza è che la Regina della Neve sia oggi pericolosamente sempre più vicina ai nostri ragazzi incantandoli con facili lusinghe: corpi perfetti, verità uniche ed assolute, acriticità, incapacità di ascoltare, difficoltà di confronto che scatena violenza; sono questi i pericoli intorno ai quali dobbiamo prontamente avviare un confronto aperto ed efficace, pur senza tralasciare gli ulteriori e fondamentali spunti di riflessione offerti dall’opera dello scrittore danese. Tra questi spicca il concetto del gelo che attanaglia il cuore del bambino togliendogli ogni soffio di fantasia, così come appunto la televisione, propagando stereotipi falsi e sciocchi strappa l’immaginazione e la creatività. Infatti oggi i bambini, sempre più spesso, non giocano più attraverso la creazione di storie fantastiche, ma si limitano a subire e partecipare passivamente storie inventate da altri così come accade con i videogiochi. Un altro dei temi che emergono dall’opera è quello dello smarrimento: il rifiuto della realtà sperimentato dal personaggio di Kay, anche se in questo caso indotto da un malvagio sortilegio, è il sintomo di malesseri ben conosciuti nel mondo reale. Di contro l'esperienza di Gerda esalta i valori dell'amicizia e della forza che deriva da essa, pur senza rinunciare all'importanza di “contare su se stessi”. Quello della bimba è un viaggio che la condurrà ad una nuova consapevolezza, oltre che a ritrovare e a salvare il suo vecchio amico.
(Alessandro Gatto)
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